Solid Urban Waste Management

XXI IUPAC Chemrawn Conference

La KforB ha curato la produzione e l’organizzazione dell’evento

The International Union of Pure and Applied Chemistry (IUPAC) è l’autorità mondiale in materia di nomenclatura e terminologia chimica, compresa la denominazione di nuovi elementi nella tavola periodica; su metodi standardizzati per la misurazione; e su pesi atomici e molti altri dati valutati criticamente.

Organizzazione scientifica neutrale e obiettiva, IUPAC è stata fondata nel 1919 da chimici industriali e accademici che condividevano un obiettivo comune: riunire una comunità chimica frammentata e globale per il progresso delle scienze chimiche attraverso la collaborazione e il libero scambio di informazioni scientifiche. Nel corso della sua lunga storia, IUPAC ha raggiunto questo obiettivo attraverso la creazione di un linguaggio comune e la standardizzazione dei processi e delle procedure.

Ma IUPAC è molto più che nomenclatura e denominazione di elementi. Siamo leader nella fornitura di competenze scientifiche obiettive per la risoluzione di problemi globali critici che coinvolgono ogni aspetto della chimica, tutti con un impatto sociale. Il nostro lavoro scientifico è condotto in gran parte attraverso un sistema formale di progetti, in cui le proposte dei chimici di tutto il mondo sono sottoposte a revisione paritetica e, se meritevoli, sono approvate e supportate. Inoltre, IUPAC è coinvolta in una vasta gamma di attività diverse che in definitiva influenzano sia la professione chimica che la società nel suo complesso.

Per quasi un secolo IUPAC ha contribuito al campo eterogeneo e interdisciplinare che è la chimica. Siamo il catalizzatore che unisce i chimici di tutto il mondo e adempiamo alla nostra missione promuovendo lo sviluppo sostenibile, fornendo un linguaggio comune per la chimica e sostenendo il libero scambio di informazioni scientifiche.

Si è svolta a Roma nella sede del CNR il 6, 7, 8 Aprile 2016 la conferenza internazionale, organizzata dalla IUPAC - International Union of Pure and Applied Chemistry - sulle tecnologie per la gestione dei rifiuti nelle città

“La gestione dei rifiuti solidi urbani, del riciclo, del riutilizzo dei materiali e della produzione di energia dagli scarti, costituiscono alcune tra le sfide più importanti e globali per l’umanità, perché generano ricadute dirette nell’ambito della salute e del benessere pubblico, della sicurezza dei lavoratori, oltre che dell’economia verde”, spiega il chair Mario Malinconico, ricercatore dell’Istituto dei polimeri, compositi e biomateriali del Cnr. “Uno dei tratti fondamentali della Conferenza è l’attenzione ai Paesi svantaggiati: la questione della gestione dei rifiuti, per la quale si sta cercando faticosamente una soluzione nelle metropoli occidentali, si ripropone in maniera ancora più urgente e drammatica in quelle asiatiche, africane e sudamericane, creando spesso delle emergenze sanitarie”.

I flussi di materia ed energia variano notevolmente tra le diverse megalopoli: “New York ha una produzione di rifiuti solidi 19 volte maggiore di Dacca, capitale del Bangladesh, così come un consumo pro capite di energia 28 volte più elevato di quello della città indiana di Kolkata e un consumo d’acqua 23 volte più elevato di Giakarta, capitale dell’Indonesia”, prosegue Malinconico. “Ovviamente New York o Los Angeles sono anche città con alti indici di produttività, sviluppo economico e sociale e in questi contesti il problema principale è rendere più sostenibile l’impiego delle risorse per mitigare gli effetti ambientali. Nei paesi in via di sviluppo, in particolare nel Sud Est Asiatico, invece, una larga fascia della popolazione non ha un accesso al livello minimo di risorse e la priorità è arrivare a uno standard di vivibilità in tutti i quartieri, ma non mancano anche qui problemi di sostenibilità: in città come Buenos Aires o San Paolo, circa il 70 per cento dell’acqua potabile va sprecato e Hong Kong produce quasi 14mila tonnellate di rifiuti solidi al giorno”.

Circa 300 esperti provenienti da 33 Paesi industrializzati e in via di sviluppo hanno preso parte alla XXI Conferenza internazionale sulla gestione dei rifiuti solidi urbani Solid Urban Waste Management, organizzata a Roma dal 6 all’8 aprile dal Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr) e dallo Iupac Chemrawn Committee (Chemical Research Applied to World Needs).

Tre giorni di dibattiti e incontri in tema di waste management, con l’obiettivo di trasformare i rifiuti in una risorsa utilizzabile dalla collettività, con il coinvolgimento di istituzioni, organizzazioni, policy maker, aziende ed esperti. Grande attenzione è stata riservata al contributo che la ricerca scientifica e tecnologica può e deve dare per promuovere un circuito virtuoso basato sulle ‘3R’, Reduce, Re-use, Recycle.

L’evento è stato organizzato con il patrocinio dei ministeri dell’Ambiente, per lo Sviluppo economico, di Kyoto Club, Atia-Iswa, Fondazione sviluppo sostenibile e Green Management Institute. È la prima volta che un evento della Iupac, la più prestigiosa organizzazione mondiale della chimica, ha luogo in Italia su questo tema.

Il Comitato organizzatore ha previsto l’erogazione di borse di studio a favore di giovani chimici provenienti dai Paesi in via di sviluppo impegnati in progetti di ricerca in questo ambito. Tra gli ospiti Workineh Kelbessa, professore di filosofia presso l’Università di Addis Ababa (Etiopia), e Paul Connett, professore emerito di chimica ambientale presso la St. Lawrence University di Canton–New York e tra i fondatori della strategia Rifiuti Zero (Zero Waste) che mira a raggiungere il riciclaggio del 100%, ritirando dal commercio tutti i prodotti non riciclabili.

Logo

L’immagine di riferimento della grafica coordinata è il cubo di Rubik o cubo magico, un celebre rompicapo. Un oggetto riconosciuto a livello mondiale come una sfida intellettuale che ha appassionato generazioni di giovani e non. Esploso sul mercato nel 1980, ne sono stati venduti circa 350 milioni di esemplari e la sua forma si è evoluta nel tempo.

Simbolo dell’ingegno europeo, Il gioco è semplice; un cubo composto da 27 cubi capaci di ruotare l’uno sull’altro, i colori delle facce differenti. Lo scopo è ottenere che su tutte le facce del cubo, i piccoli cubi abbiano lo stesso colore.

Emblema del percorso dal caos all’ordine, che è stato celebrato anche dall’Unione Europea, che ne ha riconosciuto il simbolo dell’ingegno europeo a livello mondiale, rappresentazione del talento europeo in materia di innovazione, ricerca e sviluppo, indispensabile per rilanciare la crescita sostenibile. La personalizzazione del cubo riportata per il logo riporta sulle facce a vista e “risolte” il il simbolo internazionale che indica il riciclaggio dei rifiuti e l’immagine del globo terreste che evidenzia l’attenzione della IUPAC ad una visione globale ed in particolare verso i paesi in via di sviluppo.

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Al termine della Conferenza, sabato 9 aprile, una delegazione IUPAC, in rappresentanza di tutti i continenti, è stata ricevuta da Papa Francesco, al quale sono stati consegnati un Appello del mondo scientifico in difesa dell’ambiente, i materiali della Conferenza e una tela di Luciano Morselli, chimico, fondatore di Ecomondo, dedicata ad Ayal, il bambino siriano morto sulle coste della Turchia durante uno sbarco di migranti.